Non
tardare, vieni e dammi le cose che non ti ho dato. Claudio ti prego, che non è
mai quello che ti aspetti, se poi continui a credere che un raggio di sole
possa illuminare la tua fredda idea di sollevare il peso di giorni che non
esistono. Dipende e dipendono le corse dei miei cavalli, si possono bagnare tra
acque salate, tra acque ricche di sabbia rocciosa. Quanto ho speso in velocità,
non mi tornerà mai in nulla che ho cercato. Tutta la mia follia, tutto, tutti e
chi dice che il mare non esiste, io un giorno saremo. Tu, mi parli, tu mi dici
che arriveremo e lì saremo in compagnia di alberi che salgono in alto, in
cielo. Ricoperta di miele, dimmi che un cane abbaia perché morde le paure dei
miei sogni. Claudio avevi lì… forse avresti potuto… aiutami, forse avresti
ucciso la mia velocità. Le more maturano sempre tutte in un unico colore; rosso
la vita, nero la morte. Claudio adesso scende la noia che non è ancora il tempo
di volare. La velocità, la velocità mi trattiene, mi avvolge dentro a questo
vortice in cui i tuoi baci annullano il mio volto.
In my place how old of the my fun! Sono le idee che si muovono, non i miei anni.
fernanda ricci
|2010-02-08 16:16:18
purtroppo penso che siano anche gli anni.
sinceramente non riesco a seguirti, poesie o racconti per te è tutto uguale un insieme di parole e frasi che non hanno nessun costrutto. Sono andata anche a leggere qualche altra cosa e dalle tue risposte agli autori segui sempre un filo ma quando scrivi quello che tu reputi poesia o racconto non c'è nemmeno l'ombra di un filo.
Non so se è solo per perdere tempo o per prendere in giro.
Il prendere in giro vedo, noto che attanaglia molto chi, come te, decide di commentare. O che tu sia o come altri tu sappia il significato di ciò che scrivo? no! non è possibile tu sappia e conosca il mio scrivere.
l'ho già detto miliardi e miliardi di volte, scrivo, tutto qui. Non m'importa nulla l'esito che appare a chi legge. In giro ci sono spesso i miei pensieri, ne ho talmente tanti, anche volendo occuparmi di quelli altrui, non riuscirei, poiché il giorno dura appena 24 h. Il filo? no! drammaturgia..., ah già questa è un'altra storia.
finalmente Drago hai capito!! scrivi e basta..per te ha un valore poi se un giorno vorrai includere gli altri lo farai..noi ti si legge uguale anche se non sempre ti si segue..ok?
Appunto, non mi pare cosa di poco conto. Ad esempio e per capirci, quante cose vedo, leggo qui in questa agorà?, tante davvero tante, se solo dovessi fermarmi e su ognuno dovessi pure esprimere opinioni, riflessioni, ecc..., finirei per rimanere tutto il tempo attaccato a sto stupido computer. Le cose che scrivo hanno ovviamente un loro preciso e determinato significato, ci sono vari livelli di lettura, non tutti possiamo leggere alla stessa maniera. Questo è già un buon motivo per capire il perchè esistono e sono nate le scuole, perché l'uomo necessita di essere educato per vivere. Se parlo, scrivo di questo è perchè posso permettermi di poterlo fare. Lo studio incessante è mio dominio, in particolare quello pedagogico-educativo.
Buona giornata. Grazie mille!!!
Pedagogico-educativo? Bene, allora ai bambini insegni quello che scrivi? Ai genitori parli come scrivi? Semplice curiosità.
Lo studio chiaramente non presuppone che sia la tua attività lavorativa fare l'educatore, così fosse ho un'altra curiosità, come mai ti piace studiare pedagogia?
La pedagogia è oltre che un modo di vivere, è pure filosofia. Non è questa la sede per dissertare di tale argomento, tuttavia qualche breve sintesi tento di fare. Mi occupo di una materia preziosa, unica nel suo genere, appunto l'essere umano, l'ho studiato a fondo, ancora oggi lo studio è in atto. L'educazione è un processo che non si esaurisce mai, dura tutta la vita, dall'atto del concepimento fino alla morte. Ecco perché chi si occupa di questioni educative, svolge un mestiere, anzi tra gli addetti ai lavori si dice, " mestieraccio", terribilmente difficile, il più difficile e complicato in assoluto. L'educatore non trova mai favori, per definizione egli è connaturato naturalmente a ricevere spesso insulti, offese, e altro ancora. Tutto ciò è normale, fa parte del processo educativo tipico dell'apprendimento. Non si può scindere l'essere educatore dal fare altre attività; l'educazione essendo l'oggetto di studio della pedagogia pone l'educatore a porsi nei confronti della vita dentro ad un habitus in cui nessun altro vi può entrare tranne se stesso. Non sono né bambini, né tantomeno gli adulti. L'uomo è il mio oggetto di studio nella sua interezza. Mi pare di aver detto qualche parola su questioni di cui conosco molto bene. Questo sito dal punto di vista pedagogico - educativo è molto interessante, mi aiuta, mi stimola e induce una forte riflessione nei confronti delle mie ricerche pedagogiche. La passione per la pedagogia è stata precoce: da bambino ricordo, studiavo i miei compagni di gioco, credo, anzi ne sono convinto che ogni individuo nasca già preordinato, in altre parole ogni persona racchiuso nel dna ha inscritto oltre ai caratteri genetici, pure le attitudini che, se stimolate, in altre parole nel contesto- determineranno nell'individuo lo sviluppo di ciò che sarà della propria vita. Ad esempio, il musicista, il pilota, l'avvocato, il falegname, ecc. L'ambiente indubbiamente può condizionare l'individuo, ma questa è una questione difficile da sviluppare, approfondire qui in questa sede, insomma non si esaurisce, e nemmeno queste poche righe hanno la presunzione di dare risposte, è un input e basta tutto qui.
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