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quando tutto che appare è sottile...
racconti - Avventura-racconti-

 

Non tardare, vieni e dammi le cose che non ti ho dato. Claudio ti prego, che non è mai quello che ti aspetti, se poi continui a credere che un raggio di sole possa illuminare la tua fredda idea di sollevare il peso di giorni che non esistono. Dipende e dipendono le corse dei miei cavalli, si possono bagnare tra acque salate, tra acque ricche di sabbia rocciosa. Quanto ho speso in velocità, non mi tornerà mai in nulla che ho cercato. Tutta la mia follia, tutto, tutti e chi dice che il mare non esiste, io un giorno saremo. Tu, mi parli, tu mi dici che arriveremo e lì saremo in compagnia di alberi che salgono in alto, in cielo. Ricoperta di miele, dimmi che un cane abbaia perché morde le paure dei miei sogni. Claudio avevi lì… forse avresti potuto… aiutami, forse avresti ucciso la mia velocità. Le more maturano sempre tutte in un unico colore; rosso la vita, nero la morte. Claudio adesso scende la noia che non è ancora il tempo di volare. La velocità, la velocità mi trattiene, mi avvolge dentro a questo vortice in cui i tuoi baci annullano il mio volto.

 

 

Commenti
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Drago   |2010-02-08 15:58:20
In my place how old of the my fun! Sono le idee che si muovono, non i miei
anni.
fernanda ricci   |2010-02-08 16:16:18
purtroppo penso che siano anche gli anni.
sinceramente non riesco a seguirti,
poesie o racconti per te è tutto uguale un insieme di parole e frasi che non
hanno nessun costrutto. Sono andata anche a leggere qualche altra cosa e dalle
tue risposte agli autori segui sempre un filo ma quando scrivi quello che tu
reputi poesia o racconto non c'è nemmeno l'ombra di un filo.
Non so se è solo
per perdere tempo o per prendere in giro.
Drago   |2010-02-08 16:44:20
Il prendere in giro vedo, noto che attanaglia molto chi, come te, decide di
commentare. O che tu sia o come altri tu sappia il significato di ciò che
scrivo? no! non è possibile tu sappia e conosca il mio scrivere.
l'ho già detto
miliardi e miliardi di volte, scrivo, tutto qui. Non m'importa nulla l'esito che
appare a chi legge. In giro ci sono spesso i miei pensieri, ne ho talmente
tanti, anche volendo occuparmi di quelli altrui, non riuscirei, poiché il
giorno dura appena 24 h. Il filo? no! drammaturgia..., ah già questa è un'altra
storia.
michelina di martino   |2010-02-08 17:12:23
avatar finalmente Drago hai capito!! scrivi e basta..per te ha un valore poi se un
giorno vorrai includere gli altri lo farai..noi ti si legge uguale anche se non
sempre ti si segue..ok?
Drago   |2010-02-09 10:29:54
Appunto, non mi pare cosa di poco conto. Ad esempio e per capirci, quante cose
vedo, leggo qui in questa agorà?, tante davvero tante, se solo dovessi fermarmi
e su ognuno dovessi pure esprimere opinioni, riflessioni, ecc..., finirei per
rimanere tutto il tempo attaccato a sto stupido computer. Le cose che scrivo
hanno ovviamente un loro preciso e determinato significato, ci sono vari livelli
di lettura, non tutti possiamo leggere alla stessa maniera. Questo è già un buon
motivo per capire il perchè esistono e sono nate le scuole, perché l'uomo
necessita di essere educato per vivere. Se parlo, scrivo di questo è perchè
posso permettermi di poterlo fare. Lo studio incessante è mio dominio, in
particolare quello pedagogico-educativo.
Buona giornata. Grazie mille!!!
cesare   |2010-02-09 19:12:53
avatar Pedagogico-educativo? Bene, allora ai bambini insegni quello che scrivi? Ai
genitori parli come scrivi? Semplice curiosità.
Lo studio chiaramente non
presuppone che sia la tua attività lavorativa fare l'educatore, così fosse ho
un'altra curiosità, come mai ti piace studiare pedagogia?
Drago   |2010-02-10 10:32:26
La pedagogia è oltre che un modo di vivere, è pure filosofia. Non è questa la
sede per dissertare di tale argomento, tuttavia qualche breve sintesi tento di
fare. Mi occupo di una materia preziosa, unica nel suo genere, appunto l'essere
umano, l'ho studiato a fondo, ancora oggi lo studio è in atto. L'educazione è un
processo che non si esaurisce mai, dura tutta la vita, dall'atto del
concepimento fino alla morte. Ecco perché chi si occupa di questioni educative,
svolge un mestiere, anzi tra gli addetti ai lavori si dice, "
mestieraccio", terribilmente difficile, il più difficile e complicato in
assoluto. L'educatore non trova mai favori, per definizione egli è connaturato
naturalmente a ricevere spesso insulti, offese, e altro ancora. Tutto ciò è
normale, fa parte del processo educativo tipico dell'apprendimento. Non si può
scindere l'essere educatore dal fare altre attività; l'educazione essendo
l'oggetto di studio della pedagogia pone l'educatore a porsi nei confronti della
vita dentro ad un habitus in cui nessun altro vi può entrare tranne se stesso.
Non sono né bambini, né tantomeno gli adulti. L'uomo è il mio oggetto di studio
nella sua interezza. Mi pare di aver detto qualche parola su questioni di cui
conosco molto bene. Questo sito dal punto di vista pedagogico - educativo è
molto interessante, mi aiuta, mi stimola e induce una forte riflessione nei
confronti delle mie ricerche pedagogiche. La passione per la pedagogia è stata
precoce: da bambino ricordo, studiavo i miei compagni di gioco, credo, anzi ne
sono convinto che ogni individuo nasca già preordinato, in altre parole ogni
persona racchiuso nel dna ha inscritto oltre ai caratteri genetici, pure le
attitudini che, se stimolate, in altre parole nel contesto- determineranno
nell'individuo lo sviluppo di ciò che sarà della propria vita. Ad esempio, il
musicista, il pilota, l'avvocato, il falegname, ecc. L'ambiente indubbiamente
può condizionare l'individuo, ma questa è una questione difficile da sviluppare,
approfondire qui in questa sede, insomma non si esaurisce, e nemmeno queste
poche righe hanno la presunzione di dare risposte, è un input e basta tutto qui.
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